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Tasso fisso o variabile: qual è quello giusto per te?

3 min di letturaBorrowProof Academy

Quando accendi un prestito, una delle scelte più importanti non è quanto chiedere, ma come vengono calcolati gli interessi nel tempo. Questa singola decisione può valere centinaia o migliaia di euro di differenza sull'intera vita del prestito.


In sintesi

  • Tasso fisso: i tuoi interessi restano invariati per tutta la durata del prestito — prevedibile, ma spesso all'inizio costa di più.
  • Tasso variabile: i tuoi interessi seguono benchmark di mercato come l'EURIBOR — potenzialmente più economico, ma può salire.
  • La scelta giusta dipende dalla flessibilità del tuo budget, dalla durata del prestito e da quanto tolleri l'incertezza.

Cosa significano davvero questi termini?

Un tasso fisso blocca la percentuale di interesse dal primo giorno. Che l'economia voli o crolli, la tua rata mensile resta identica. Fare i conti del budget diventa semplice.

Un tasso variabile (detto anche flottante) si muove con un riferimento di mercato, più comunemente l'EURIBOR (Euro Interbank Offered Rate). Le banche di norma fissano il tuo tasso come EURIBOR + un margine — per esempio, EURIBOR più 1,5%. Quando la Banca centrale europea (BCE) modifica i suoi tassi di riferimento, l'EURIBOR tende a seguirla, e con lui la tua rata.


Confronto punto per punto

Tasso fissoTasso variabile
PrevedibilitàAlta — la rata non cambia maiBassa — la rata si muove con l'EURIBOR
Costo inizialeDi solito più altoDi solito più basso all'inizio
Se i tassi salgonoSei protettoLe tue rate aumentano
Se i tassi scendonoTi perdi il risparmioLe tue rate diminuiscono
A chi convieneBudget rigidi, orizzonti lunghi, mutuatari avversi al rischioBudget flessibili, durate brevi, chi si aspetta un calo dei tassi

Un semplice esempio numerico

(Cifre puramente illustrative — non i tassi di mercato attuali)

Immagina di prendere in prestito 200.000 € in 20 anni.

  • Fisso al 4,0%: rata mensile ≈ 1.212 €, interessi totali ≈ 90.880 €
  • Variabile che parte dal 3,2%: rata mensile iniziale ≈ 1.136 € — un risparmio di 76 € al mese

Se entro due anni l'EURIBOR sale di 1,5 punti percentuali, il tuo tasso variabile arriva al 4,7%, spingendo la rata a circa 1.286 € — ora 74 € in più al mese rispetto all'opzione a tasso fisso. Il risparmio iniziale è evaporato, e anche di più.

La morale: il tasso di partenza più basso è reale, ma lo è anche il rischio al rialzo.


Come scegliere in 5 domande

  1. Quanto è stabile il tuo reddito? Se un aumento della rata di 100–200 € al mese ti metterebbe in difficoltà, orientati verso il fisso.
  2. Quanto dura il prestito? Durate più lunghe significano più esposizione ai cicli dei tassi — il fisso offre più protezione.
  3. Prevedi di rimborsare in anticipo? Se pensi di rifinanziare o vendere entro pochi anni, un tasso variabile più basso può avere senso.
  4. Come leggi l'andamento dei tassi? Se i tassi BCE sono su livelli storicamente alti e ci si aspetta che scendano, il variabile diventa più interessante — e viceversa.
  5. La banca offre un cap? Alcuni prodotti a tasso variabile includono un tetto massimo. Un variabile con cap può essere una via di mezzo che vale la pena esplorare.

Gli errori più comuni

1. Scegliere il variabile perché oggi costa meno. Il tasso iniziale non è il tasso effettivo nel tempo. Prima di firmare, metti sempre alla prova il tuo budget con un tasso più alto di 1–2 punti.

2. Dare per scontato che fisso significhi zero flessibilità. Molti prestiti a tasso fisso consentono il rimborso anticipato con una penale contenuta. Leggi le condizioni prima di convincerti di essere vincolato senza via d'uscita.

3. Ignorare il disallineamento con la durata del prestito. Un tasso fisso lungo per un'esigenza di breve periodo, o un tasso variabile su un mutuo a 25 anni, spesso genera costi o rischi inutili. Adatta la struttura al tuo orizzonte temporale reale.


Il tuo prossimo passo

Prima del prossimo colloquio per un prestito, metti per iscritto le tue risposte alle cinque domande qui sopra e portale alla tua banca o al tuo intermediario: sposta la discussione da «cosa offrono loro» a «cosa fa per te».

Questo articolo ha finalità puramente informative e non costituisce consulenza finanziaria.

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